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I diaconi dell'O.f.s. d'Italia, ti accolgono festosamente e ti offrono fraternità.
Queste pagine non hanno pretesa di completezza; esse sono semplicemente il frutto del nostro impegno nell'umile tentativo di corrispondere alla chiamata del Signore Gesù e al compito che la Chiesa ci ha affidato:
"Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l'annunziatore: credi sempre a ciò che proclami, insegna ciò che credi, vivi ciò che insegni".
E’ un sito dedicato ai Diaconi e al loro Ministero. Perché l’esempio della loro vita, della loro testimonianza nel servizio sia un richiamo costante al Vangelo e susciti imitatori nel popolo santo di Dio. E’ uno strumento di formazione, d’informazione e di approfondimento teologico, uno spazio aperto al loro contributo per una nuova evangelizzazione in rete e per promuovere in modo fattivo e costante la diaconia come vocazione al servizio e il diaconato come segno sacramentale di questa vocazione nella Chiesa e nel mondo. Una presenza attiva e attenta al mondo quindi, tesa alla costruzione di relazioni con chi s’interroga sul Dio di Gesù Cristo e vuole lasciarsi interrogare da Lui.
"Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita ... noi lo annunziamo anche a voi".(1 Gv 1, 1.3)
Amare senza possedere
27 ottobre 2009
San Giuseppe, modello di amore senza possesso
Benedetto XVI, nella preghiera vespertina alla presenza dei fedeli del Camerun, afferma che "SanGiuseppe ci insegna che si può amare senza possedere. Contemplandolo, ogni uomo e ogni donna può, con la grazia di Dio, essere portato alla guarigione delle sue ferite affettive a condizione di entrare nel progetto che Dio ha già iniziato a realizzare negli esseri che stanno vicini a Lui, così come Giuseppe è entrato nell'opera della redenzione attraverso la figura di Maria e grazie a ciò che Dio aveva già fatto in lei".
Egli, ha ricordato il Papa, "ha vissuto alla luce del mistero dell'Incarnazione" e "non solo con una prossimità fisica, ma anche con l'attenzione del cuore". Per questo, "ci svela il segreto di una umanità che vive alla presenza del mistero, aperta ad esso attraverso i dettagli più concreti dell'esistenza". "In lui non c'è separazione tra fede e azione", ha riconosciuto il Papa, perché "la sua fede orienta in maniera decisiva le sue azioni". "Paradossalmente è agendo, assumendo quindi le sue responsabilità, che egli si mette da parte per lasciare a Dio la libertà di realizzare la sua opera, senza frapporvi ostacolo. Giuseppe è un 'uomo giusto' perché la sua esistenza è 'aggiustata' sulla parola di Dio".
Pur non essendo il padre biologico di Gesù, San Giuseppe esercita "una paternità piena e intera".
Essere padre, ha spiegato il Pontefice, "è innanzitutto essere servitore della vita e della crescita", e in questo senso ha dato prova "di una grande dedizione". "Per Cristo ha conosciuto la persecuzione, l'esilio e la povertà che ne deriva. Ha dovuto stabilirsi in luogo diverso dal suo villaggio", ha ricordato, sottolineando che "la sua sola ricompensa fu quella di essere con Cristo". "Si tratta di non essere un servitore mediocre - ha aggiunto -, ma di essere un servitore 'fedele e saggio'".
Il suo esempio "sollecita a comprendere che è abbandonandosi pienamente alla volontà di Dio che l'uomo diventa un operatore efficace del disegno di Dio, il quale desidera riunire gli uomini in una sola famiglia, una sola assemblea, una sola ‘ecclesia'".
Siamo chiamati "a convertirci alla persona di Cristo, a lasciarci sempre più attirare da Lui. È in Lui che siamo chiamati a riconoscerci fratelli, figli d'uno stesso Padre".
Tratto da Benedetto XVI: San Giuseppe, modello di amore senza possesso", ZENIT, 19 marzo 2009
Teologia del Diaconato
27 settembre 2009
Teologia del Diaconato
«Il Diacono è araldo del Vangelo, è amministratore della salvezza eterna, non di traguardi meramente terrestri; è profeta di un mondo nuovo, non di uno vecchio ed egoista; è portatore di un messaggio che getta la propria luce sui problemi scottanti della terra ma che non si chiude negli angusti orizzonti di essa».
E' la visione felice e suggestiva dell' essere e dell' agire del Diacono a circa 40 anni dalla promulgazione della Lumen entium, era il 21 novembre 1964 quando i Padri del Concilio, animati dallo Spirito Santo ristabilivano il diaconato come grado proprio e permanente della gerarchia nella Chiesa Latina, riconoscendolo come ministero ecclesiastico di istituzione divina così come si è evoluto nel corso della storia.
40 anni sono un tempo sufficiente anche se non esaustivo per verificare il cammino che il diaconato permanente, ha compiuto in seno alla Chiesa. I documenti prodotti sul diaconato lungo questo arco di tempo, hanno cercato di fornire gli strumenti teologico-pastorali, per un impiego del diacono sempre più conforme alle esigenze della Chiesa di oggi.
Tuttavia restano alcuni «problemi aperti» da mettere a fuoco, da affrontare e risolvere tenendo conto:
della genuina tradizione ecclesiale e dei dati del magistero, alcuni dei quali, molto generali, suscettibili di ulteriori speci-ficazioni;
dell 'esperienza che si sta facendo, da sottoporre a serena e rigorosa verifica;
delle nuove istanze e delle sfide inedite che si pongono oggi nel mutato contesto socio-culturale ed ecclesiale; per quanto attiene la missione della Chiesa, sopratutto in ordine alla nuova evangelizzazione.
Il dato della tradizione è fondamentale e prezioso, ma si riferisce ad una esperienza ecclesiale dalla quale ci separano quindici secoli.«Congelato» per un così lungo arco di tempo, il ministero diaconale esige di essere riletto, reinterpretato e attualizzato alla luce dell' oggi. Il che non può avvenire se non sotto l'impulso e la guida dello Spirito che parla alla Chiesa attraverso l'insegnamento autorevole del magistero.
Questa pagina si propone di raccogliere e offrire riflessioni teologiche intorno al ministero diaconale, nonché i documenti magisteriali, per far conoscere meglio l'identità teologico-pastorale del diacono e quindi il suo essere e il suo agire nella Chiesa, in forza della sua appartenenza al sacramento dell'Ordine, gettando infine uno sguardo verso il futuro, cogliendo lo spessore dei problemi reali e delle legittime attese intorno ai Diaconi Permanenti.
Spirtualità Diaconale
27 settembre 2009
Con spiritualità diaconale si può indicare quella dimensione personale, ma anche ecclesiale, della vita cristiana che conforma il discepolo a Colui che non è venuto per essere servito ma per servire: l'azione dello Spirito, in questo caso, fa cogliere nella gioiosa disponibilità al servizio fraterno la pienezza del comandamento di Cristo ( cf. Gv 13,34), operando una conformazione sempre più prossima e coinvolgente al mistero di Colui che per amore si è fatto povero (2 Cor 8,9) e servo (=diacono) di tutti (Mc 10,44-45).