AFFIDAMENTO

Sotto la Tua
 protezione
ci rifugiamo,
santa Madre
 di Dio, Madonna
della Quercia
di Visora.

Non respingere
 le preghiere che 
 Ti rivolgiamo nelle
  nostre necessità,
ma liberaci da
 
 tutti i pericoli,
Vergine gloriosa
e benedetta.

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Queste pagine non hanno pretesa di completezza; esse sono semplicemente il frutto del nostro impegno nell'umile tentativo di corrispondere alla chiamata del Signore Gesù e al compito che la Chiesa ci ha affidato:

"Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l'annunziatore: credi sempre a ciò che proclami, insegna ciò che credi, vivi ciò che insegni".


 


E’ un sito dedicato ai Diaconi e al loro Ministero. Perché l’esempio della loro vita, della loro testimonianza nel servizio sia un richiamo costante al Vangelo e susciti imitatori nel popolo santo di Dio. E’ uno strumento di formazione, d’informazione e di approfondimento teologico, uno spazio aperto al loro contributo per una nuova evangelizzazione in rete e per promuovere in modo fattivo e costante la diaconia come vocazione al servizio e il diaconato come segno sacramentale di questa vocazione nella Chiesa e nel mondo. Una presenza attiva e attenta al mondo quindi, tesa alla costruzione di relazioni con chi s’interroga sul Dio di Gesù Cristo e vuole lasciarsi interrogare da Lui.


"Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita ... noi lo annunziamo anche a voi". (1 Gv 1, 1.3)



San Francesco d’Assisi diacono, fondatore dei tre Ordini, patrono d’Italia

26 settembre 2009
SANTI DIACONI
San Francesco d’Assisi
diacono, fondatore dei tre Ordini, patrono d’Italia



Francesco nasce ad Assisi nell'inverno del 1182 da Pietro di Bernardone e Madonna Pica, una delle famiglie più agiate della città.
Il padre commerciava in spezie e stoffe. La nascita di Francesco lo coglie lontano da Assisi, mentre era in Provenza, occupato nella sua professione. La madre scelse il nome di Giovanni, nome che fu subito cambiato in Francesco quando tornò il padre. La fanciullezza trascorse serenamente in famiglia e Francesco potè studiare il latino, il volgare, il provenzale e la musica; le sue note insieme alle sue poesie, furono sempre apprezzate nelle feste della città. Il padre desiderava avviarlo al più presto all'attività del commercio. Un giorno era intento nel fondaco paterno a riassettare la merce quando alla porta si presentò un mendicante che chiedeva elemosina in nome di Dio. Dapprima Francesco lo scacciò in malo modo, ma poi pentitosi lo seguì e raggiuntolo vi si intrattenne, scusandosi ed elargendogli dei denari. All'età di vent'anni partecipò alla guerra tra Assisi e Perugia, e fu fatto prigioniero. La prigionia e gli stenti plasmarono l'animo del giovane e più il corpo si indeboliva, più cominciava a subentrare in lui il senso della carità e del bene verso gli altri.Tornò a casa gravemente malato e solo le amorevoli cure della madre ed il tempo lo ristabilirono, ma la vita spensierata, che nel frattempo aveva riassunto, gli sembrò vuota. Spinto da idee battagliere decise di seguire un condottiero nel sud Italia, ma giunto a Spoleto, ebbe un'apparizione del Signore, che gli ordinava di tornare indietro, fu questo l'inizio di una graduale conversione. Durante una breve permanenza a Roma si spogliò dei suoi abiti e dei denari, più tardi in Assisi davanti ad un lebbroso non fuggì come facevano tutti, ma gli si avvicinò e lo baciò. Gli amici lo schernivano e deridevano, il padre manifestava apertamente la sua delusione, solo la madre lo confortava. Francesco scelse il silenzio e la meditazione tra le campagne e le colline di Assisi, facendo spesso tappa nella Chiesetta di San Damiano nei pressi della città, e il crocifisso che era nella cappellina gli parlò: "Va, ripara la mia casa che cade in rovina". Francesco vendette allora le stoffe della bottega paterna e portò i denari al sacerdote di San Damiano, ma l'ira di Pietro di Bernardone costrinse Francesco a nascondersi. La diatriba col padre fu risolta solo con l'intervento del Vescovo di Assisi, davanti al quale Francesco rinuncia a tutti i beni paterni. Cominciò un periodo di spostamenti: di quel periodo è l'episodio del lupo di Gubbio, un animale che incuteva terrore e morte ammansito dalle parole del santo. Le gesta di Francesco non passarono inosservate e dopo qualche tempo, si affiancarono i primi seguaci: Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani, poco dopo Egidio e Filippo Longo. Le prime esperienze con i compagni si ebbero nella piana di Assisi, nel Tugurio di Rivotorto e alla Porziuncola, tutti i compagni vestivano come Francesco di un saio e di stracci. La data ufficiale della nascita dell'Ordine dei Frati Minori è il 1210 quando Francesco ed i compagni vengono ricevuti dal papa Innocenzo III che verbalmente approva la Regola. Il Papa, in sogno, ebbe la visione della Basilica Lateranense in rovina ed un uomo che la sorreggeva per evitarne la distruzione, quell'uomo era Francesco. Iniziano i contatti con Chiara d'Assisi e nasce così l'Ordine delle Povere Dame di San Damiano, chiamate Clarisse dopo la morte di Chiara. Nel 1213 Francesco riceve dal Conte Orlando di Chiusi il Monte della Verna. Inizia la sua predicazione a più lungo raggio che lo spinge a recarsi in Marocco, ma una malattia lo ferma in Spagna. Nel 1216 ottiene da Onorio III l'indulgenza della Porziuncola, Il Perdono di Assisi, la più importante della cristianità dopo quella di Terra Santa. Nel 1219 Francesco parte per Acri e Damietta al seguito della crociata e giunge in Egitto alla corte del sultano Melek el-Kamel, per poi raggiungere la Palestina. Nel frattempo l'Ordine ha i suoi primi martiri, uccisi in Marocco. Nel 1220 Francesco torna ad Assisi dove i suoi ideali di povertà, di carità, di semplicità hanno fatto presa su molti, inizia così un nuovo ciclo di predicazioni in tutta Italia. A Fontecolombo, nei pressi di Rieti, redige una nuova Regola, approvata poi da Onorio III. A Greccio, in dicembre, istituisce il Presepio, una tradizione cara alla cristianità. Nel 1224 sul Monte della Verna riceve le stimmate, il segno di Cristo e della santità. Francesco è stanco ed ammalato, il peregrinare per le predicazioni l'ha provato fuori misura, viene così curato a San Damiano, ospite di Chiara e delle Sorelle. Qui compone il Cantico delle Creature opera di alta religiosità e lirismo, che contiene tutti gli ideali dell'umiltà e della grandezza francescana. Sentendo prossima la fine terrena, Francesco si fa portare alla Porziuncola, in Santa Maria degli Angeli, dove muore al tramonto della giornata del 3 ottobre 1226.
Il 16 luglio di due anni dopo veniva dichiarato Santo dal papa Gregorio IX.

Fonte: Ordine dei Frati Minori, Provincia Siciliana del Ss.mo Nome di Gesù. www.ofmsicilia.it

Calendario

Gennaio

3 Daniele
8 Teofilo
13 Giuliano
14 Glicerio
15 Absolon
21 Augurio
21 Elogio
22 Vincenzo
27 Gilduino
28 Gilduino
30 Martina
31 Giuliano
 
Febbraio

6 Luca
9 Donato
9 Primo
9 Romolo
14 Fiorenzo
14 Flaviano
14 Giocondo
15 Giosippo
15 Giovita
15 Giuseppe
16 Paolo
16 Valente
 
Marzo

2 Ponzio
8 Ponzio
8 Apollonio
12 Pietro
16 Damiano
16 Ciriaco
16 Taziano
19 Amanzio
22 Ottaviano
26 Eutichio
28 Cirillo
31 Beniamino
Aprile

4 Agatopodo
7 Ireneo
9 Demetrio
12 Lazzaro
13 Papilo
17 Pietro
22 Abdieso
22 Muzio
23 Achilleo
27 Frontiniano
30 Pietro
 
Maggio

2 Felice
5 Eutimio
5 Avertino
5 Mauronto
6 Giacobbe
6 Giacomo
7 Serenico
7 Sereno
8 Odgero
12 Filippo
21 Timoteo
29 Sisinnio
Giugno

2 Santo
6 Filippo
7 Walabonso
8 Giovanni Davy
9 Efrem
16 Ferruccio
18 Equizio
18 Marcellino
18 Marco
25 Adalberto
27 Arialdo
 
Luglio

2 Bonifacio
5 Atanasio
12 Fortunato
14 Giusto
15 Catulino
16 Sisenando
19 Arsenio
20 Paolo
23 Giovanni Cassian
25 Olimpia
27 Giorgio
28 Nicanore
28 Nicola
28 Parmena
28 Procoro
28 Timone
30 Terenzio
 
Agosto

1 Secondello
3 Odgero
6 Enrico
7 Agapito
7 Felicissimo
7 Gennaro
7 Magno
7 Stefano
7 Vincenzo
8 Ciriaco
10 Lorenzo
12 Euplo
13 Radegonda
16 Dana
16 Tito
23 Archelao
26 Bonifacio
 
Settembre

1 Ammone
2 Abibo
3 Marino
3 Febe
4 Marino
6 Frontiniano
7 Festo
9 Odgero
14 Crescenzio
15 Emila
16 Romolo
16 Abbondanzio
19 Sosso
20 Susanna
23 Sosso
26 Damiano
27 Giovanni Battista
Ottobre

1 Romano
2 Modesto
3 Fausto
3 Eusebio
3 Cheremone
4 Francesco
5 Meinulfo
6 Ivo
8 Demetrio
9 Eleuterio
9 Opilone
11 Filippo
18 Festo
18 Procolo
20 Aderaldo
22 Ermete
23 Frontiniano
24 Martino
25 Cleto
25 Proto
Novembre

1 Cesario
3 Ilario
7 Cesario
17 Eugenio
17 Zaccheo
18 Romano
19 Ammone
19 Lorenza
26 Alipio
29 Sisinio
 
Dicembre

1 Mariano
1 Proietto
1 Giovanni
10 Abbondio
17 Olimpia
26 Stefano
28 Domiziano
30 Esuperanzio
30 Marcello
 

Santo Stefano

Primo martire

26 dicembre  mr  Festa
 I sec.

 

            Dopo la Pentecoste gli apostoli rivolsero l'annuncio del messaggio cristiano ai più vicini, agli Ebrei, attizzando il conflitto appena sopito da parte delle autorità religiose. Come Cristo, gli apostoli conobbero subito l'umiliazione delle verghe e della prigione, ma appena liberati dalle catene ripresero la predicazione del vangelo. La prima comunità cristiana, per vivere integralmente il precetto della carità fraterna, mise tutto in comune, spartendo quotidianamente quanto bastava per il sostentamento. Col crescere della comunità, gli apostoli affidarono il servizio dell'assistenza giornaliera a sette ministri della carità, detti diaconi. Tra questi faceva spicco il giovane Stefano, che, oltre a svolgere le funzioni di amministratore dei beni comuni, non rinunciava ad annunciare la buona novella, e lo fece con tanto zelo e con tanto successo che i Giudei, "gettatisi su di lui, l'afferrarono e lo condussero davanti al sinedrio. Poi produssero falsi testimoni i quali dissero: Costui non cessa di pronunciare parole contro il luogo santo e la Legge. Lo abbiamo infatti sentito dire che quel Gesù di Nazaret distruggerà questo luogo e cambierà le istituzioni che Mosè ci ha tramandate". Stefano, come si legge al capitolo 7 degli Atti degli apostoli, "pieno di grazia e di fortezza", prese a pretesto la sua autodifesa per illuminare le menti dei suoi avversari. Dapprima compendiò la storia ebraica da Abramo a Salomone, quindi affermò di non aver bestemmiato né contro Dio, nè contro Mosè, la Legge o il Tempio.     Dimostrò infatti che Dio si rivelava anche fuori del Tempio e si accingeva ad esporre la dottrina universale di Gesù come ultima manifestazione di Dio, ma i suoi avversari non gli consentirono di proseguire il discorso, poiché, "menando alte grida, si turarono le orecchie... poi lo trascinarono fuori della città e lo lapidarono".

Piegando le ginocchia sotto la martellante pioggia di pietre, il primo martire cristiano ripetè le stesse parole di perdono pronunciate da Cristo sulla croce: "Signore, non imputare loro questo peccato".

 Nel 415 la scoperta delle sue reliquie suscitò grande commozione nel mondo cristiano. Quando parte di queste reliquie vennero portate, più tardi, da Paolo Orosio nell'isola di Minorca, fu tale l'entusiasmo degli isolani che, ignorando la lezione di carità del primo martire, passarono a fil di spada gli Ebrei ivi emigrati. La festa del primo martire fu celebrata sempre immediatamente dopo la festività natalizia, cioè tra i "comites Christi", i più vicini alla manifestazione del Figlio di Dio, perché per primi ne resero testimonianza.

 

 

San Filippo

detto “evangelista”

11 ottobre ( 6 giugno )
 I sec.

 

            Per distinguerlo da Filippo di Bethsaida, uno dei Dodici, gli Atti degli apostoli lo chiamano “evangelista”, nel senso di annunciatore del Vangelo. È uno dei sette "uomini di buona reputazione" scelti a Gerusalemme dai primi cristiani come aiutanti degli apostoli nelle incombenze pratiche (gli altri sono Stefano, Pròcoro, Nicanore, Timone, Pàrmena e Nicolao).

            Ma non si limitano alla amministrazione: Stefano si impegna in una appassionata predicazione, e viene ucciso con la lapidazione nell’offensiva anticristiana capeggiata, tra gli altri, da Saulo di Tarso. È il primo martire. Allora Filippo, con altri membri della prima comunità cristiana, fugge da Gerusalemme, e si fa poi evangelizzatore in Samaria  con straordinari risultati compreso il battesimo di Simon mago il quale “…non si staccava più da Filippo” . Predica, convince, battezza, e crea così la prima comunità cristiana oltre i confini della Giudea. Arrivano allora Pietro e Giovanni da Gerusalemme, a ratificare e completare la sua opera, imponendo le mani ai neobattezzati: "Essi ricevettero lo Spirito", dicono gli Atti, raccontando poi l’episodio del ciarlatano Simon Mago, che vorrebbe “comprare” da Pietro il potere di conferire lo Spirito, tirandosi invece addosso la sua cruda risposta: "Va’ in perdizione tu e il tuo denaro!".

Dalla Samaria, Filippo ritorna poi a Gerusalemme. E un giorno, per ispirazione soprannaturale, si avvia lungo la strada per Gaza, dove incontra uno straniero sicuramente molto autorevole, perché viaggia su un cocchio. È infatti un etìope, ministro della regina Candace. Fa salire Filippo con sé, e lo invita a commentare un brano del profeta Isaia che sta leggendo, ma che non capisce. Non è chiaro se egli sia di religione ebraica; ma certo si sente fortemente attratto dalla fede d’Israele, ed è venuto a Gerusalemme “per adorare”. Sul testo di Isaia incomincia tra lui e Filippo un dialogo che si concluderà con questa  domanda : "Che cosa impedisce che io sia battezzato?". E così se ne ritorna in Etiopia cristiano (Atti, cap. 8).

Filippo, pioniere della evangelizzazione fuori dalla Giudea, non agisce secondo un programma. Lo ha spinto in Samaria un momento          di pericolo, e sulla via per Gaza lo ha indirizzato un segnale     

misterioso. Poi si ferma in Palestina: e lo troviamo predicatore nella regione costiera, lungo un itinerario che si conclude a Cesarea Marittima. Qui Filippo dà vita a una comunità cristiana e prende dimora stabile con le sue quattro figlie nubili, conosciute come “profetesse”. E qui, nella dimora dei suoi ultimi anni, un giorno entra come ospite l’antico persecutore Saulo, che ora è diventato Paolo Apostolo, fratello nella fede e nella predicazione (Atti, cap. 21).

Nulla di certo si sa della morte di Filippo. Sarebbe avvenuta a Cesarea, secondo una tradizione. Un’altra la pone invece nella città di Tralle (Asia Minore), di cui Filippo sarebbe stato vescovo.

 

 

 

 

San Nicanore

 Martire

28 luglio
 I sec.

 

            Gli Atti degli Apostoli, che hanno trasmesso i nomi dei sette diaconi eletti dagli apostoli per coadiuvarli nel loro ministero, non forniscono alcuna informazione sulla particolare missione affidata a Nicanore, uno di questi diaconi.

I sinassari bizantini che menzionano Nicanore tra i discepoli, il 30 giugno e, insieme ai diaconi Procoro e Parmena, il 28 luglio, non si fanno eco di alcuna tradizione legata alla sua memoria. Il solo particolare fornito nella seconda data è che sarebbe morto martire con una moltitudine d'altri, lo stesso giorno di s. Stefano. Lo stesso si può dire dei menei che ricordano Nicanore al 28 dicembre.

                                                                                 

 

Santi Nicola, Parmena, Procoro, Timone

Martiri

28 luglio
 I sec

 

Sette uomini furono scelti dai dodici Apostoli per svolgere il “servizio delle mense”, affinchè non tutti i discepoli dovessero disperdere tempo prezioso trascurando così la predicazione della Parola di Dio e la preghiera. La proposta fu accettata e vennero eletti, come elenca il libro biblico degli Atti degli Apostoli, “Stefano uomo pieno di fede e Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas, Nicola di Antiochia”. Gli Apostoli imposero loro le mani e la Chiesa vide poi in questo atto l’istituzione del ministero diaconale.
I sinassari bizantini tramandarono il ricordo dei santi diaconi. Sarebbero forse morti martiri con una moltitudine d’altri compagni lo stesso giorno di Santo Stefano.

Il cardinale Cesare Baronio conservò il loro ricordo nel Martyrologium Romanum: Nicola, Nicanore, Parmena, Procoro e Timone sono così ancora oggi commemorati in data odierna dalla Chiesa Cattolica .

 

 

Santa Febe (Phoebe) coadiutrice di San Paolo

3 settembre mr

I sec.

            Risulta che Febe aveva una mansione ecclesiastica presso la comunità cristiana di Cencre, piccola città portuale ad est di Corinto, sull'omonimo istmo. Vi ricopriva la carica di oráxovo; (= ministra), termine qui per la prima volta applicato a una donna nella Chiesa nascente e vi si può ben ravvisare, almeno in embrione, l'ufficio delle diaconesse che si affermò nella Chiesa nei secoli posteriori. Di tali donne sembra tratti s. Paolo anche in I Tim. 5, 9 sg., dove sono messe in rilievo le qualità familiari e morali necessarie alle vedove per essere elette: la vedova "deve avere non meno di sessanta anni; sia stata sposa di un solo marito, goda di buona riputazione per le sue     opere buone, cioè per aver bene allevati i figliuoli, per avere praticata l'ospitalità, lavati i piedi ai santi, soccorsi i tribolati e per essersi dedicata a ogni opera buona". Da questo, qualcuno deduce che Febe fosse vedova di una certa età e di buona condizione sociale: il che le permetteva di dedicarsi alle buone opere sopra elencate, e in particolare all'ospitalità. Forse s. Paolo allude proprio all'ospitalità quando la loda per aver assistito molti, incluso lui stesso, cosa del resto molto plausibile anche per la posizione geografica di Cencre, dove convergeva un notevole traffico con le isole Egee e con l'Asia Minore. Ciò doveva offrire a Febe molte occasioni di assistere i viaggiatori cristiani provenienti da quelle terre. Non sappiamo quale fosse il motivo del suo viaggio a Roma, ma vi è una certa tradizione che la vorrebbe latrice dell'Epistola ai Romani. Egualmente ignoti rimangono l'anno e il luogo del suo trapasso Se, come sembra accertato, l'Epistola citata fu scritta nei primi mesi del 57, Febe, già allora forse oltre la sessantina, dovette venire a mancare tra quell'anno e, al più, qualche decennio appresso. Il suo culto, almeno in Occidente, è ben accertato, come attestano vari martirologi, compreso il Romano (3 settembre).

 

San Teofilo

Martire 

 

8 gennaio mr
Libia

 

            In Libia, ricordo dei SS. martiri Teofilo, diacono, ed Elladio che, prima dilaniati e trafitti con schegge affilatissime, infine si dice siano stati gettati vivi nel fuoco.

 

Sant’Eleuterio

 Martire

9 ottobre mr

Parigi

 

            Memoria dei SS. Dionigi, vescovo, e compagni, martiri, dei quali si narra che il primo, inviato dal Romano Pontefice, sia giunto in Francia e quivi, divenuto il primo vescovo di Parigi, sia stato martirizzato nei pressi della città assieme al presbitero Rustico ed al diacono Eleuterio.

 

 

Santi Primo e Donato

 Martiri

 9 febbraio mr
Lamellefa

 

            A Lemellefa in Africa, ricordo dei SS. Primo e Donato, diaconi e martiri, che furono uccisi in chiesa dagli eretici mentre servivano all'altare.

 

 

San Cesario

Martire

7 novembre (1° novembre mr)
† Traiano 7 novembre 107, PATRONO SAN CESARIO

 

            San Cesario, di probabili origini africane, ritornato in Terracina, si dimostrò subito fervente cattolico, sino a raggiungere il diaconato. Fu accusato di lesa maestà e di alto tradimento perché si oppose a sacrifici umani agli déi pagani. Correva l'anno 107 d.C., essendo imperatore Traiano, e il giovane diacono fu condannato ad essere precipitato in mare, rinchiuso in un sacco appesantito da pietre, sino al sopraggiungere della morte.

 Gli fu compagno di martirio San Giuliano.

Il martirologio cristiano ritiene essersi verificato tale evento,      rapportando l'odierno calendario a quello romano, il 7 Novembre del 107 d.C.

 La cittadina  di S. Cesario di Lecce celebra il suo Santo Patrono nella quarta domenica di luglio, con solennità civili e religiose. Tale data fa riferimento al luglio del 1724, quando uno dei figli del duca Marulli portò nella cittadina una reliquia di San Cesario.

Il suo corpo è conservato in un sarcofago di vetro nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, a Vasto (CH).

 

 

 

 

 

 

 

San Filippo

 12 maggio
 † II sec. Agira, COMPATRONO AGIRA

 

            San Filippo diacono nacque a Palermo dalla nobile famiglia dei Settimi. Nato per le preghiere di san Filippo d’Agira, all’età di otto anni fu condotto dal santo per chiedergli la sua benedizione.    Nella sua città fu consacrato diacono e poi, alla morte dei genitori, partì per Agira e visse sotto la guida del santo maestro Filippo. Morì molti anni dopo san Filippo d’Agira, sacerdote, il 12 maggio del 130 d. C. Fu sepolto ad Agira che lo scelse come compatrono.

 

San Giovita

Martire  ( ? )

15 febbraio  mr
† Adriano, Brescia

 

            Fino alla recente riforma del calendario venivano festeggiati in questo giorno i Ss. Faustino e Giovita. Il Martirologio Romano diceva: "A Brescia [si festeggia] il natale dei santi Martiri Faustino e Giovita, fratelli, i quali sotto l'imperatore Adriano, dopo molti illustri combattimenti sostenuti per la fede di Cristo, ricevettero la vittoriosa corona del martirio.

San Lazzaro

12 aprile

Trieste

 

            Diacono di Trieste.

 

 

Sant’ Amanzio

 19 marzo
 Gand

 

            La Chiesa ricorda  un santo, diacono a Gand, il 19 marzo.

 

 

San Ferruccio

 Martire 

16 giugno  mr
† 211 ca. Besançon (Francia),COMPATRONO BESANCON

 

            Ferreolo e Ferruccio, essendo studenti ad Atene, furono convertiti al cristianesimo da s. Policarpo, poi diventati membri della comunità cristiana di Lione, ebbero l’incarico da s. Ireneo, vescovo della città, di evangelizzare Besançon, Ferreolo come prete e Ferruccio come diacono. Il loro attivo apostolato durò trenta anni, ottenendo strepitosi conversioni, fra le quali quella della moglie di Claudio, prefetto della Gallia Sequana, (i Sequani erano un’antica popolazione celtica della Gallia Belgica, che in parte era stata devastata dai romani).

Il prefetto allora, irritato ordinò di arrestarli e di infliggere loro delle torture; vennero frustati a sangue e incarcerati in una prigione, dove essi continuarono a pregare anche dopo che fu tagliata loro la lingua; alla fine dopo aver subito altri tormenti, vennero decapitati, insieme ad altri cristiani. Dal secolo VI comunque, il culto per i due santi martiri è fortemente professato e ricordato in vari testi liturgici ed agiografici. Essi sono vivamente venerati in tutta la Francia - Contea; il ‘Martirologio Romano’ li ricorda al 16 giugno, giorno in cui le diocesi di Saint-Claude e Besançon, celebrano i loro apostoli i quali sono pure patroni di quest’ultima città..

San Santo

Martire

2 giugno
 Lione II sec.

 

            L'onomastico è tradizionalmente festeggiato il 2 giugno in ricordo di San Santo, diacono di Vienne martirizzato a Lione nel II secolo con alcuni compagni di fede.

 

 

Santa Martina

Martire

30 gennaio

 

            La storia di questa giovane santa comincia a ritroso, dalla sua tomba, 1.400 anni dopo il suo martirio, quando nel 1534 l'attivissimo Urbano VIII, impegnato sul fronte spirituale nella controriforma cattolica e su quello materiale nella restaurazione di celebri chiese romane, avendo riscoperto le reliquie della martire, ripropose ai romani la devozione di S. Martina, fissandone la celebrazione al 30 gennaio. Ne compose egli stesso l'elogio, con l'inno: "Martinae celebri plaudite nomini, Cives Romulei, plaudite gloriae", che invita ad ammirare la santa nella vita immacolata, nella carità esemplare e nella coraggiosa testimonianza resa a Cristo col martirio.  Le notizie storiche sono poche. La più antica risale al VI secolo, quando papa Onorio le dedicò una chiesa nel Foro. La festa della santa era già celebrata nel secolo VIII.. Secondo una Passio leggendaria, S. Martina era una diaconessa, figlia di un nobile romano. Arrestata per la sua aperta professione di fede, venne condotta al tribunale dell'imperatore Alessandro Severo (222-235) molto tollerante con i cristiani. Tutto ciò è ignorato dall'autore della Passio, il quale si diffonde nell'elenco delle atroci torture inflitte dall'imperatore alla santa. Martina, trascinata davanti alla statua di Apollo, la fece andare in frantumi, provocando subito dopo un     terremoto che distrusse il tempio e uccise i sacerdoti del dio.Il prodigio si ripetè con la statua e con il tempio di Artemide. I suoi persecutori, più ostinati che mai, infierirono sulle delicate membra della fanciulla sottoponendola a crudelissimi tormenti, dai quali ella uscì sempre illesa. Fu la spada a porre fine a tante sofferenze, troncando il capo della martire, il cui sangue andò a irrorare il fertile terreno della Chiesa romana.

 

 

San Giosippo

martire

15 febbraio

Antiochia

 

            Ad Antiochia, in Siria, i santi martiri Isico, sacerdote Giosippo, diacono della Chiesa di Roma, Zòsimo, Barale e Agàpe, vergine.

 

 

Santi presbiteri, diaconi

martiri

28 febbraio

 Alessandria, Valeriano

 

            Ad Alessandria, i santi preti, diaconi e moltissimi altri, che al tempo di Valeriano, mentre infieriva una pestilenza, morirono servendo gli appestati.

 

 

 Sant’ Abdieso

 Martire

22 aprile
Persia

 

            L'onomastico è tradizionalmente festeggiato il 22 aprile in ricordo del santo diacono Abdieso che subì il martirio in Persia con molti compagni di fede.

 

Sant’Achilleo

 Martire

23 aprile
  Valence

 

            L'onomastico, tradizionalmente, si festeggia il 23 aprile in memoria di Sant'Achilleo diacono e martire a Valence in Francia.

 

 

San Giacobbe

martire

6 maggio

Numidia, Decio

 

            In Numidia i santi martiri Mariano ,lettore e Giacobbe, diacono, dei quali il primo già da tempo avendo superate le vessazioni della persecuzione di Decio nel confessare Cristo, in seguito con il compagno di nuovo fu messo alla prova e tutti e due dopo crudeli supplizi, aiutati dalla grazia divina, furono uccisi con la spada insieme a molti altri.

 

San Timoteo

 Martire

21 maggio mr
  Mauritania

 

            Diacono, martirizzato in Mauritania, il 21 maggio.

 

 

San Tito

Martire

16 agosto
  Roma

 

            Diacono, martirizzato a Roma, il 16 agosto.

 

Sant’Archelao

Martire

23 agosto
Ostia

 

            L'onomastico è tradizionalmente festeggiato il 23 agosto in ricordo di sant'Archelao diacono, martire presso Ostia.

 

 

Sant’ Ammone

Martire

1settembre
Eraclea

 

         La Chiesa ricorda  un santo diacono che subì il martirio ad Eraclea, il 1° settembre.

 

 

Santi Augurio ed Elogio

 Martiri

21 gennaio mr

Tarragona, Spagna  Valeriano

 

            Fruttuoso, vescovo, Augurio ed Elogio suoi diaconi, i quali, sotto gli imperatori Valeriano e Gallieno, dopo aver confessato la propria fede di fronte al procuratore Emiliano, furono condotti all'anfiteatro laddove, recitata a gran voce dal vescovo una preghiera per i fedeli presenti, a favore della pace nella Chiesa, venirono bruciati vivi, portando a compimento il loro martirio inginocchiati in preghiera.

 

 

San Proto

 Martire

25 ottobre

 

            Martirizzato con San Gennaro, diacono in Sardegna, il 25 ottobre.

San Mariano

Martire

1 dicembre
 Roma

 

            L'onomastico ricorre il 1° dicembre in onore del Santo diacono Mariano, martirizzato a Roma con il prete San Diodoro. In alcune località è venerato il 17 gennaio.

 

 

 

Sant’Abbondio

Martire

10 dicembre

 

        Diacono martirizzato con il santo prete Carpòforo, il 10 dicembre.

 

 

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