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I diaconi dell'O.f.s. d'Italia, ti accolgono festosamente e ti offrono fraternità.
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E’ un sito dedicato ai Diaconi e al loro Ministero. Perché l’esempio della loro vita, della loro testimonianza nel servizio sia un richiamo costante al Vangelo e susciti imitatori nel popolo santo di Dio. E’ uno strumento di formazione, d’informazione e di approfondimento teologico, uno spazio aperto al loro contributo per una nuova evangelizzazione in rete e per promuovere in modo fattivo e costante la diaconia come vocazione al servizio e il diaconato come segno sacramentale di questa vocazione nella Chiesa e nel mondo. Una presenza attiva e attenta al mondo quindi, tesa alla costruzione di relazioni con chi s’interroga sul Dio di Gesù Cristo e vuole lasciarsi interrogare da Lui.
"Ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita ... noi lo annunziamo anche a voi".(1 Gv 1, 1.3)
Che preparazione deve avere il Diacono
2 ottobre 2009
Che preparazione deve avere il Diacono
A coloro che diventeranno diaconi la Chiesa chiede una adeguata preparazione umana, spirituale, dottrinale, pastorale.
La Formazione umana
La formazione umana ha lo scopo di formare persone capaci di diventare “ponte” e non ostacolo per gli altri nell’incontro con Gesù Cristo.Pertanto i candidati dovranno essere educati alle virtù umane dell’amore per la verità, della lealtà, del rispetto per ogni persona, del senso della giustizia, della fedeltà alla parola data, della coerenza, dell’equilibrio di giudizio e di comportamento. In particolare si richiede per i diaconiuna particolare capacità di relazionarsi con gli altri (affabilità, ospitalità, generosità, disponibilità, discrezione) e quindi una raggiunta maturità affettivache suppone la scoperta dell’amore che si fa dono e vittoria contro il proprio egoismo. Negli sposati ciò è conseguito solo se si vivono in pienezza tutte le prerogative del sacramento del matrimonio cristiano (totalità, fedeltà, indissolubilità, fecondità).
La Formazione spirituale
La formazione umana si completa con quella spirituale. Essa è essenzialmente tendere allo sviluppo della vita nuova ricevuta nel battesimo.Ciò che caratterizza la spiritualità dei diaconi è innanzitutto la scoperta e la condivisione dell’amore di Cristo servo e quindi il dono totale e disinteressato di sé, l’amore umile e servizievole, la scelta di uno stile di vita di condivisione e di povertà. La fonte di questa capacità di amore è L’Eucarestia, alla quale i candidati sono invitati a partecipare frequentemente. Nondimeno il candidato deve imparare a conoscere e amare la Parola di Dio attraverso lo studio e la lettura pregata (lectio divina); così come la pratica personale e familiare della Liturgia delle Ore. L’obbedienza e la ricerca della comunione ecclesiale ad ogni costo dovranno poi coronare la sua formazione spirituale.
La Formazione dottrinale
La formazione teologica, adeguata alle capacità intellettuali dei singoli candidati ma non per questo meno completa e seria, è un sostanzioso alimento per la vita spirituale del diacono e uno strumento prezioso per il suo ministero. Il futuro diacono deve cioè essere capace di rendere conto della fede della chiesa, essere competente nell’ambito dei servizi che è chiamato a compiere, avere capacità di lettura della situazione alla luce del Vangelo e dell’insegnamento della Chiesa.I contenuti della sua preparazione dottrinale saranno: la Scrittura, i Padri, elementi fondamentali della teologia e della morale, la Liturgia, il Magistero della Chiesa.
La Formazione pastorale
Essa è da perseguire soprattutto attraverso un tirocinio pratico, in previsione soprattutto degli ambiti in cui si svolgerà ilministero del diacono.In particolare i candidatidovranno essere inseriti nell’attività pastorale diocesana e avere scambi frequenti con i diaconi già impegnati nel vivo del ministero. I candidati devono poi maturare una forte sensibilità missionaria proprio perché riceveranno l’ordinazione che li rende idonei alla missione universale dellachiesa. E’ bene che fin dal cammino di formazione ogni candidato individui un ambito specifico della pastorale su cui orientare e sviluppare una più solida conoscenza e competenza in vista dello svolgimento del futuro ministero.
NORME FONDAMENTALI PER LA FORMAZIONE DEI DIACONI PERMANENTI
27 settembre 2009
Il Diaconato permanente, ripristinato dal Concilio Vaticano II in armonica continuità con l'antica Tradizione e con i voti specifici del Concilio Ecumenico di Trento, in questi ultimi decenni ha conosciuto, in numerosi luoghi, forte impulso e ha prodotto frutti promettenti, a tutto vantaggio dell'urgente opera missionaria di nuova evangelizzazione. La Santa Sede e numerosi Episcopati non hanno mancato di offrire elementi normativi e riferimenti di vita e di formazione diaconale, favorendo una esperienza ecclesiale che, per il suo incremento, necessita oggi di unitarietà di indirizzi, di ulteriori elementi chiarificatori e, sul piano operativo, di stimoli e precisazioni pastorali. È l'intera realtà diaconale (visione dottrinale fondamentale, conseguente discernimento vocazionale e preparazione, vita, ministero, spiritualità e formazione permanente) che postula oggi una revisione del cammino fin qui percorso, per giungere ad una chiarificazione globale, indispensabile per un nuovo impulso di questo grado dell'Ordine sacro, in corrispondenza con i voti e le intenzioni del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Fin dai tempi più antichi furono istituiti dalla Chiesa alcuni ministeri al fine di prestare debitamente a Dio il culto sacro e di offrire, secondo le necessità, un servizio al popolo di Dio. Con essi erano affidati ai fedeli, perché li esercitassero, degli uffici di carattere liturgico e caritativo a seconda delle varie circostanze. Il conferimento di tali uffici spesso avveniva mediante un particolare rito, col quale il fedele, ottenuta la benedizione di Dio, era costituito in una speciale classe o grado per adempiere una determinata funzione ecclesiastica.