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I diaconi dell'O.f.s. d'Italia, ti accolgono festosamente e ti offrono fraternità.
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"Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l'annunziatore: credi sempre a ciò che proclami, insegna ciò che credi, vivi ciò che insegni".
E’ un sito dedicato ai Diaconi e al loro Ministero. Perché l’esempio della loro vita, della loro testimonianza nel servizio sia un richiamo costante al Vangelo e susciti imitatori nel popolo santo di Dio. E’ uno strumento di formazione, d’informazione e di approfondimento teologico, uno spazio aperto al loro contributo per una nuova evangelizzazione in rete e per promuovere in modo fattivo e costante la diaconia come vocazione al servizio e il diaconato come segno sacramentale di questa vocazione nella Chiesa e nel mondo. Una presenza attiva e attenta al mondo quindi, tesa alla costruzione di relazioni con chi s’interroga sul Dio di Gesù Cristo e vuole lasciarsi interrogare da Lui.
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‘Motu Proprio’ per distinguere il ruolo del diaconato da quello del sacerdozio e
2 gennaio 2010
‘Motu Proprio’ per distinguere il ruolo del diaconato da quello del sacerdozio e dell’episcopato
Il testo della lettera si trova alla pagina dedicata al "Magistero"
‘Motu Proprio’ per distinguere il ruolo del diaconato da quello del sacerdozio e dell’episcopato
CITTA’ DEL VATICANO - Benedetto XVI vuole che sia ben chiaro che nella Chiesa Cattolica i diaconi condividono il sacramento dell'ordine con i vescovi e i sacerdoti, ma a differenza di questi non sono "pastori", cioe' non hanno la responsabilita' di guidare i fedeli esercitando una giurisdizione (che consiste, per un parroco, ad esempio, nel concedere un 'nulla-osta'). In realta', la dottrina cattolica, cosi' come risulta dal Concilio Vaticano II e dalla Tradizione, era gia' ben chiara: distingue tra il servizio di governo proprio dei vescovi (che non possono in nessun caso essere sposati), il servizio pastorale dei sacerdoti (che solo nel rito orientale e ora nelle prelature anglicano-cattoliche possono essere sposati) e il servizio - anche liturgico - che compete ai diaconi (che possono essere uomini sposati). Nel Codice di Diritto Canonico del 1983 c'era, pero', una riga che poteva suscitare confusione, perche' premetteva ai tre gradi del sacerdozio un'unica derivazione teologica dalla Persona di Cristo Capo. Tale sottolineatura e' stata cancellata dal Papa con un un "Motu proprio" pubblicato nelle ultime ore. "In questo modo - spiega Monsignor Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi - si conferma l'essenziale distinzione tra il sacerdozio comune dei fedeli ed il sacerdozio ministeriale e, nello stesso tempo, si evidenzia la differenza tra episcopato, presbiterato e diaconato". Gia' Giovanni Paolo II, rammenta il Pontefice nel suo documento, "stabili' che si dovesse modificare il testo del Catechismo della Chiesa Cattolica, al fine di riprendere piu' adeguatamente la dottrina sui diaconi della Costituzione dogmatica ‘Lumen gentium’ del Concilio Vaticano II". "Anche Noi - sancisce quindi Benedetto XVI - riteniamo si debba perfezionare la norma canonica che riguarda questa stessa materia". Come e' noto, per i protestanti il sacerdozio non e' un sacramento ma una condizione comune dei fedeli. Per i cattolici si', ma il sacramento dell'ordine ha tre livelli: diaconato, sacerdozio ed episcopato. Oggi meglio distinti l'uno dall'altro, dal punto di vista del diritto canonico.